(articolo di satira, purtroppo devo specificarlo a chiare lettere visto il tema)
Lungi da fare paragoni indegni tra una cosa seria come la storia italiana ed il calcio, la cosa più seria tra le cose non serie. Dopo il goal di Muntari non assegnato al Milan si è scatenato il putiferio. Cose da rappresaglia. Con la collaborazione dei social network è nata una santa alleanza tra romanisti, interisti, milanisti, per combattere la corruzione bianconera che da ieri sera è tornata ufficialmente. Qualcuno ha tirato il meglio (peggio) di se. Dallo sfottò alle minacce di morte. Nessuno mette in discussione il grave errore fatto ieri soprattutto dal guardalinee che non può non vedere una palla dentro quasi di un metro da quella posizione a quella velocità. E qui nasce la prima distinzione che riusciamo a fare, la differenza tra errore madornale degli arbitri e il torto subito. Si è scoperto un vaso di Pandora che era stato chiuso da qualche anno. Perchè inevitabilmente calciopoli e la retrocessione della Juventus in serie B, più il fatto che dal ritorno in serie A in poi non ha vinto nulla, ha attenuato i toni. Non dico che la Juve fosse diventata agli occhi degli altri una squadra simpatica, ma per forza di cose non aveva i riflettori puntati addosso. Ma era solo un'illusione. Apriti cielo, la resistenza antibianconera al primo errore grave dopo circa 4 anno anni ha ripreso le armi e si è arroccata sulle bacheche di facebook, non pasaran. Alcuni non fanno altro che confermarsi sui loro standard intellettivi altri si trasformano. Persone serie, abbandonano gli abiti civili, e imbracciano il moschetto del luogo comune e dell'ovvietà. Ma siamo italiani, riusciamo benissimo a dividerci e unirci per il calcio. Ma come italiani conosciamo anche la parola anti. Molti ne hanno fatto un motivo di esistenza C'è gente di 20 anni che si professa partigiano figuratevi come è complicato dimenticare Moggi e Giraudo. Anche perchè, purtroppo, da un lato restano i nostalgici del regime e dall'altro ci sono le sentinelle del regolare andamento del campionato che vegliano e soprattutto non dimenticano. L'antijunventinismo militante sarà trasmesso di padre in figlio, fra 60 anni si parlerà ancora del goal non dato, come succeda grandi ci si vanterà con i nipoti: "nonno raccontami di quando seduto davanti al pc combattevi gli juventini". Insultare uno juventino non è reato. Se sei contro la Juve puoi permetterti di scrivere insulti in italiano sgrammaticato, puoi non capire un cavolo di calcio e addirittura c'è chi si spinge ad augurare stessa morte di Scirea. Ma su questo chiudiamo, altrimenti il paragone, velato, con il modo di fare dell'antifascismo sarebbe non più tanto velato.
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