Le festività cristiane durante una campagna elettorale sono una manna dal cielo per i politici nostrani. Non fosse altro che in un giorno o un pomeriggio si possono incontrare decine e decine di persone tutte insieme, percorrendo poche centinaia di metri. La piazza e la via principale del paese diventano luogo d'incontro tra domanda (di voti) e offerta, anzi richiesta al candidato. Il candidato in pochissimo tempo deve selezionare chi salutare, quasi tutti in realtà, tranne i cittadini che sono già chiaramente schierati con qualcun altro. Sorrisi a iosa, idi qua, chiacchiere di la. Anche gli amministratori uscenti, in piena trans agonistica elettorale si impegnano a cambiare tutto, a fare tutto quello che qualcuno, che poi sono loro stessi, non hanno fatto in soli e dico soli 5 anni. Ma c'è un fenomeno, tutto dei paesi italiani che mi fa impazzire, nel senso buono del termine. In Italia, ad esempio, nelle festività pasquali ci sono migliaia di processioni e rappresentazioni sacre. Ricordandomi della mia passione amatoriale per l'antropologia quest'anno ho seguito la settimana santa in una ridente cittadina del centro Italia. Ve la faccio molto veloce: qui dietro la statua sacra che gira per le vie, ci sono le autorità religiose, come è giusto che sia, il sindaco, la giunta attuale, i politici vari, i consiglieri comunali o gli aspiranti tali. Si apre una guerra di gomiti e di passi svelti per accaparrarsi i primi posti, quelli che consentono maggiore visibilità. Visi sudati che non possono però lasciarsi sfuggire smorfie di sofferenza. Lo sguardo deve rimanere sobrio e sorridente, negli occhi di alcuni di loro un bagliore mistico si può avvistare. Ex comunisti, democristiani e missini si ritrovano in questi giorni, senza distinzione di colore o credo, anzi la religione è il filo conduttore al quale nessuno può rinunciare, specie nelle piccole realtà. Trovare l'appoggio di un parroco e dell'intera comunità dei fedeli e come vincere la lotteria, elezione quasi certa. Questi ultimi però spesso dimostrano memoria corta, perchè basterebbe notare che gli stessi "eletti" dietro la statua la sera prima non erano a messa, neppure come semplici fedeli. Strano. Ma soprattutto in tempo di crisi, c'è da dire che una processione è meglio di un comizio, tanta gente assicurata a costo zero, se non vestiti sudati e lividi sui fianchi per le gomitate.